Covid-19: forza Lombardia!

coronavisurAvete già provato a rispondere alla domanda del momento? “Come si riparte?”. Oggi, con uno sprazzo di sole guardando il lago dalla finestra di casa, mi sono reso conto che i canottieri già lo sanno. Armandosi si tanta pazienza e una buona dose di caparbietà. Qualità essenziali per raggiungere un obiettivo nello sport o nella vita, ma che la globalizzazione ci ha quasi spazzato via. Perché? Perché siamo abituati al tutto e subito. Usiamo il navigatore anche per raggiungere una destinazione in città. Mesi e mesi d’allenamento o, in generale, d’impegno per riuscire a combinare vita e attività remiera ci hanno reso diversi. La prova è sotto i nostri occhi. La Lombardia con le sue società oggi è viva più che mai. Allenamenti da remoto, balconi, garage e soggiorni trasformati in palestre con le famiglie pronte a stravolgere le proprie abitudini per vedere i ragazzi continuare a rincorrere i propri sogni. Queste immagini stanno intasando i nostri social. All’inizio avevano il sapore di novità, in realtà il filo conduttore è sempre quello: il lavoro. La Lombardia resta in piedi per la sua capacità di lavorare, qualità innata, una sorta di corredo genetico che caratterizza questa terra. Sullo sfondo, e non possiamo nasconderlo, c’è la paura. Avere paura del virus non è sbagliato. Ci aiuta ad essere più uniti. A non essere superficiali. È una paura tangibile, vera, concreta questa. Non è timidezza. Non è la paura di chi deve andare in partenza per disputare la regata più importante della propria carriera. Ma per superare entrambe ci vuole coraggio, lo stesso che spinge gli atleti a superare i propri limiti durante gli allenamenti e noi a combattere per ritornare a vivere il canottaggio.