Di-Bi, un’anno che ricorderemo tutti

Di-Bi un’anno dopo… sempre insieme, accanto a tutti, aspettando di ritornare a fare ciò che amiamo in libertà. 

Alcune date , rimangono impresse nella mente, matrimonio , nascita dei figli e a volte anche la visita di un sindaco. Tutto è cominciato esattamente 1anno fa quando la casa do riposo di besozzo ha avuto per prima bisogno di mascherine. Il sindaco si è mobilitato ed è venuto da noi. E da lì si è aperto in mondo a noi tutti sconosciuto sia per noi produttori che per tutta la popolazione. Abbiamo quadruplicato il nostro personale da 22 a 93 coinvolgendo aziende prima locali poi in tutta Italia. Abbiamo visto passare gente di ogni tipo, altruisti e opportunisti, gente disposta ad aiutare e gente che ha tentato di affossarci perché stavamo compromettendo il loro business,  ma oggi noi siamo ancora qui, abbiamo instaurato un ottimo rapporto con la guardia di finanza di Varese che periodicamente ci faceva visita, sia per personali acquisti sia per regolari controlli, questo ha permesso di poter lavorare si in uno stato di stress ma almeno consapevoli di lavorare con la coscienzam pulita  infatti oggi siamo una azienda certificata e registrata sul portale del Ministero della salute. Lavorando in regola e con la faccia pulita non si cade in giochi strani.  Purtroppo abbiamo visto e sentito decine e decine di persone che in questa emergenza ci hanno visto solo ol profitto. Noi si abbiamo lavorato ma siamo gli stessi di prima, abbiamo fatto numeri spaventosi, ma tutto coi piedi per terra, con orgoglio posso dire di aver rifiutato ordini mostruosi perche non vedevamo chiarezza in tutto. Addirittura mi era stata offerta una barca da 16metri in scambio di mascherine. Per sicurezza ho salvato tutto compresi i miei rifiuti.  Tutti questi aneddoti mi hanno fatto crescere ,  mi hanno fatto capire che prima di tutto esiste l uomo  esiste la famiglia e gli amici ma quelli veri e la gente, la gente del tuo paese, non dimenticherò mai una sera io e mia moglie in coda al supermercato abbiamo ricevuto un applauso dai Besozzesi che in quel momento erano a fare la spesa . la parentesi emergenza è ancora aperta,  fortunatamente ora siamo tante aziende a produrre, vorrei che fossero ancora di più quelle italiane piuttosto che continuare ad importare dalla Cina, in modo da far lavorare chi oggi ne ha bisogno più che mai, ma purtroppo come detto prima molti vedono solo il conto in banca piuttosto che la storia che c’è dietro ad una semplice mascherina. Ora con il cuore ringrazio tutti collaboratori e clienti e anche le zecche che hanno provato ad attaccarsi ad una treno in corsa, ma che fortunatamente grazie alla mia famiglia , al mio buon senso e ai consigli di amici siamo riusciti ad estirpare. Li ringrazio perché comunque mi han dato l’imput di far ancora meglio. Ed ora pian piano se Dio vuole lo sport un po si muove, come avevo detto al tg1 spero di cuore di oltre che tornare a vedervi tutti sui campi di gara non vedo l’ora di riguardarvi tutti in faccia senza mascherine e poterci abbracciare nuovamente.