Vertical Sprint: la parola agli atleti.

Archiviata la Vertical Sprint, esperienza di sport estremo, andata in scena al Pirellone di Milano questa mattina, 24 gennaio. Un’avventura unica per otto canottieri che hanno deciso di provare il brivido di scalare 31 piani calpestando ben 710 gradini.

Tamara Bernio, Daniele Signore, Alessandro Corni (Flora) insieme a Helena Casiraghi, Josè Casiraghi, Paolo Maneo, Andrea Fois e Filippo Moscatelli (Milano) hanno centrato l’obiettivo: raggiungere il “cielo”. Non sono andati per mettersi in mostra, non hanno gareggiato con lo scopo di far parlare di loro, ma semplicemente per provare un nuovo brivido. Così però non è stato. Josè Casiraghi, Campione del mondo e record man, non è passato inosservato infatti è stato presentato come grande campione dello sport del remo. Un'altra grande occasione di vetrina per il canottaggio regionale che si aggiunge alla raccolta.
Per offrire ai lettori una visione più profonda abbiamo intervistato, in esclusiva per canottaggiolombardia, Helena e Josè Casiraghi.

Elena partiamo da te, il canottaggio femminile ha trionfato anche al Pirellone. Hai conquistato la settima posizione inserendoti in classifica tra le professioniste. Raccontaci, a ruota libera, la tua avventura.
“Eccezionale occasione di un allenamento alternativo in una fredda e nebbiosa domenica milanese.
Per me è la prima esperienza, ma sicuramente indimenticabile. Ero completamente inesperta, ma pronta coi gomiti aperti allo sparo per affrontare il primo scatto e l'entrata nelle scale. Fondamentale in questa avventura, e lo voglio dire subito, mio fratello che lo scorso anno si è classificato settimo assoluto. Sono riuscita ad entrare al Pirellone per seconda. I primi tre piani li ho fatto col cuore in gola, 200 battiti al minuto e poi bum! Gambe dure, fiato che si attenua e fatica a non finire, mente lucida e ricerca del ritmo. Scalini affrontati a tre a tre, braccia sempre larghe per difendere la posizione e su su su su. Alla fine: settima. Verso la fine la fatica esagerata nelle gambe e la rapida ascesa mi hanno fatto perdere lo stato di coscienza e proprio quando mi riprendo mi dicono che sono passata tra le prime dieci. Quindi? Prova superata, ora manca il secondo grattacielo. Non immagini la felicità e la fatica preventiva che iniziavo a sentire.

Ore 11.45 riscaldamento davanti alla Nuova Sede e ore 12.00 la partenza. Diversa la formula, un via ogni 30 secondi. Qui, nonostante i 9 piani in più da scalare, è stato tutto molto più “easy”. Ho trovato subito il passo e in meno di dieci minuti sono sbarcata sulla terrazza più alta d'Italia”.

La domanda sorge spontanea: e il terzo grattacielo?
“Magari, quando il divertimento è alto, ne si vorrebbe sempre di più. Esperienza Spettacolare!
Ora sono a casa, abito al quinto piano, ma questa volta ho preso l’ ASCENSORE. Non si discute”.
Obiettivi?
“Affrontare anche gli altri grattacieli del mondo del campionato internazionale di skyrunning”.

Josè hai portato tua sorella a correre al Pirellone e ha fatto anche una bellissima figura. Cosa pensi di questa manifestazione sportiva?
"A parer mio è molto bella da fare, non è una cosa impegnativa che ti porta via molto tempo ma è fuori dal normale rispetto alla semplice corsetta e quindi molto divertente ed emozionante”.
Come è stata la tua prova?
“Sono partito un po’ freddo e poco coperto, ho pagato molto questa mia mancata attenzione. La seconda scalata è andata molto meglio e in più avevo la pista libera visto che le partenze sono scaglionate. Se dovessi riassumere tutto in una parola direi: figata!”.
Come reputi l’organizzazione?
“L’organizzazione è qualcosa di esagerato, tutto curato nei minimi particolari. Emozionante invece l’atmosfera che si crea. Alla manifestazione partecipano atleti di tutte le federazioni sportive, bellissimo”.

Luca Broggini
Uff. Stampa FIC Lombardia