La nazionale Albanese ha casa in Italia

Un'altra piccola soddisfazione per il canottaggio lombardo: worldrowingmagazine ha infatti deciso di raccontare la felice storia della Nazionale di canottaggio Albanese nata quasi per caso dopo un'osservazione attenta dell’attuale Presidente del Comitato Lombardo Antonio Bassi. Di seguito l’articolo, tradotto in italiano, che racconta l’avventura.

L'Albania e l'Italia possono sembrare due mondi lontani, ma solo un tratto d'acqua, i 50 chilometri dello stretto di Otranto, separa questi due paesi. Oggi il canottaggio ha portato una maggiore connessione perché il movimento remiero albanese si è sviluppato unicamente in Italia.

Tutto nacque sette anni fa quando Ilda Theka, dopo il trasferimento in Italia, decise di intraprendere la carriera di atleta con il canottaggio. Proprio nello stesso anno, il 2003, l'Italia ha ospitato il Campionato del Mondo a Milano.

Questi due fenomeni possono sembrare sconnessi, in realtà non è così. Infatti un appassionato di canottaggio locale, Antonio Bassi, ha notato l’assenza di rappresentanti albanesi al Campionato del Mondo e cercò di capire il perché. Bassi aveva incontrato Theka a Mandello del Lario, lei era in forza alla Canottieri Moto Guzzi sotto la vigile regia di coach Franco Zucchi.
In Albania i club di canottaggio sono pochi e non ci sono nemmeno barche olimpiche. In realtà una federazione nazionale esiste, ma è praticamente inattiva ed è gestita dal Comitato Olimpico Albanese. Il potenziale per un canottaggio olimpico in Albania rimane molto effimero. Theka sostiene che ci sono un paio di laghi che potrebbero essere utili, in particolare un piccolo lago artificiale nel centro della capitale, Tirana, ma si dovrebbe iniziare da zero.

Teka afferma: "Quando dico alla gente in Albania che faccio canottaggio sono sorpresi. Ho notato però che ora c’è più interesse rispetto a prima ".
Il movimento remiero albanese in Italia è cresciuto fino ad includere il fratello di Ilda: Edy.
Edy ha iniziato nel 2006 e ha già partecipato ai Mondiali Junior e Under 23. Recentemente è stato affiancato da Marsel Nikaj e lo scorso anno hanno partecipato insieme al Mondiale Under 23 in doppio.

Marsel Nikaj è nato a Shkodeer, Albania, e ora vive a Varese, uno dei migliori posti per il canottaggio in Italia. Il piccolo nucleo di rematori albanesi si è ulteriormente allargato con l’inserimento di Andi Cuko. Cuco è nato a Fier, oggi ha 20 anni, e vive a Verbania. Gli atleti si incontrano solo sui campi di regata, durante le competizioni italiane. Franzo Zucchi più volte li ha incoraggiati a creare un gruppo.
Theka dice che il 2009 è stato un anno importane per la squadra albanese, il gruppo infatti è raddoppiato.

Le famiglie dei canottieri si sono trasferite in Italia nella speranza di trovare una migliore istruzione e un buon lavoro. L’ immigrazione albanese in Italia non è rara. Il cattivo stato economico dell'Albania e la vicinanza delle due nazioni hanno fatto sì che molti albanesi abbiano lasciato il loro paese, soprattutto dopo il crollo del regime comunista nei primi anni del 1990. Si stima che circa 350.000 albanesi siano emigrati in Italia.

Bassi dice che spesso in Italia la popolazione albanese è non è ben vista, ma questi ragazzi, sono un esempio positivo.
"Ora stiamo cercando di organizzare noi stessi una vera squadra", dice Ilda Theka. "Alcuni anni fa ero sola, ora ci sono altri tre ragazzi oltre a me. Purtroppo sono molto impegnata con la scuola e non ho tempo libero per allenarmi ogni giorno, ma sono molto felice di seguire la nuova squadra nei panni di team manager”.
"Noi non ci incontriamo spesso perché viviamo lontano l'uno dall'altro, quest’anno cercheremo di incontrarci più spesso" aggiunge Edy.

L’inizio dell’attività del canottaggio albanese in Italia ha fatto sì che nel paese nascesse la consapevolezza dell’esistenza di questa realtà. Ilda Theka dice che alcuni giornali hanno scritto della partecipazione albanese ai Giochi del Mediterraneo dello scorso anno. Hanno inoltre raccontato la storia di questi giovani atleti che vivono tra sport, divertimento e studio.
Antonio Bassi conclude dicendo: "Potrebbe sembrare una storia divertente, ma noi siamo molto seri”.

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Traduzione Luca Broggini