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Applausi e commozione a Varese
A GIANNI POSTIGLIONE, MIGLIORE TECNICO DELL'ANNO, IL WORLD ROWING COACH OF THE YEAR 2011
C'è anche un po' di Idroscalo nella brillante carriera di Gianni Postiglione premiato a Varese, nel corso della Fisa Coaches Conference,
vincendo (per la seconda volta) il FISA AWARD "World Rowing Coach of the Year" per il 2011. Aveva iniziato nuotando allo YCC Savoia di
Napoli, ben presto arruolato tra i canottieri da Marcello James, un tecnico che aveva la capacità di individuare gli ottimi talenti.
Aveva però un neo, era un classico peso leggero ed allora non esisteva questa categoria di rematori, per cui, ottenendo comunque ottimi
risultati, doveva gareggiare spesso contro avversari di maggiore stazza. E tutto sommato questa apparente condizione di inferiorità
gli ha consentito di analizzare bene il campo agonistico in cui operava, dandogli modo, una volta entrato nel mondo dei tecnici, di
valutare ed apprezzare più approfonditamente certe situazioni. Il primo passo tra i tecnici è avvenuto nel 1973, al termine del
servizio militare a Sabaudia con i canottieri della Marina Militare, entrando nei ranghi del Posillipo e con ottimi risultati in pochi anni.
A fine stagione 1980, col brillante secondo posto in Coppa Montù del Posillipo, su segnalazione di Angelo Porcaro, a quel tempo gran
mentore remiero al Cus Pavia, che ne aveva suggerito l'assunzione a Ezio Lanfranconi, allora commissario del Cus Milano, che voleva
dare una scossa al piccolo mondo remiero del Cus sul bacino milanese, fu assunto al Cus e posto a capo degli allenatori allora nei
ranghi della sezione che era ospitata nel capannone della Federcanottaggio all'Idroscalo (la mega sede attuale arriverà più tardi).
“Lanfranconi mi presentò alla squadra – ricorda Gianni Postiglione - 10 persone, inclusi gli allenatori Pino Conrotto e Silvano Maraschin,
in un tardo pomeriggio nebbioso all'Idroscalo, facemmo le presentazioni di rito, un breve programma d'intenti per il futuro e ci demmo
appuntamento per il giorno successivo. Il giorno dopo pioveva leggermente e arrivai all'appuntamento con 15 minuti di anticipo, aspettai
più di un'ora e nessuno venne. Ero solo. Un po' più tardi arrivo' Maraschin e con un sorriso di circostanza disse che quando pioveva i
ragazzi non venivano e Pino era rimasto al bar a giocare a carte”. Da quel momento veniva a delinearsi un percorso tutto in salita,
ma anche il rafforzamento del carattere di chi aveva lasciato una struttura bene organizzata capì la necessità di doversi attivare in
profondità. Tra l'altro organizzando i turni di pulizia dello spogliatoio (ai quali si assoggettava anche lui) ed il cambio della bombola
del gas. “Capii che dovevo darmi da fare – continua a raccontare Postiglione - e arruolai alcuni cugini adolescenti di mia moglie Teresa
che vivono a Milano e con il loro aiuto una notte ho affisso i manifesti della FIC (quelli rossi con il 4senza della Marina Militare
Sabaudia) per annunciare una leva di canottaggio al CUS Milano. Il giorno dopo erano stati tutti staccati dagli operai del comune,
tranne qualcuno che avevamo messo molto in alto o forse si commossero per il nostro sforzo. Feci del proselitismo nelle scuole, anche lì
con scarso risultato, l'unica cosa che funzionò meglio furono dei ciclostilati per corsi di canottaggio posti negli uffici del CUS in via
Vivaio”. Però pian piano in barca cominciarono ad arrivare dei primi risultati: “quell'anno abbiamo esordito a Caslano vincendo
il quattro con ragazzi, con un timoniere da 65 Kg ed in barca avevo messo due cugini di mia moglie da poco avviati al canottaggio. Ma
il migliore risultato del CUS a livello nazionale fu un terzo posto con il doppio Junior a Castelgandolfo, non male con un gruppo che
aveva iniziato quell'anno. A fine stagione d'Aloja chiamò me e mia moglie a Piediluco per seguire il nuovo college remiero e ci
lasciammo con commozione da quel gruppo di avventurosi bravi ragazzi del Cus Milano e ancor'oggi mi sento con alcuni di loro”. E nel 1982 quasi tutti i ragazzi del College sono medagliati ai mondiali junior organizzati proprio a Piediluco ed in seguito numerosi suoi allievi si faranno onore in maglia azzurra. E nel 1997 la FISA lo accoglie nella Commissione Agonistica, dove tuttora gli è stata rinnovata la fiducia, mentre sul finire del 2001 per una serie di incomprensioni lascia il Centro tecnico di Piediluco. Ed è qui che scatta la sua grande opportunità: dal 2002 allena la Spagna, con importanti soddisfazioni e nel 2005 segue la grande avventura ellenica, i cui risultati ormai sono ben noti, col primo riconoscimento unanime del suo valore da parte della federazione internazionale nel 2006. In questi anni con Gianni D.T. la Grecia ha vinto n. 1 medaglia d’argento a Beijing 2008, 11 titoli mondiali nelle categorie Under 23, Junior e Pesi leggeri, 11 titoli europei e 6 medaglie d'oro ai Giochi del Mediterraneo (1 nel 2005 e 5 nel 2009). E per sopramercato nel 2005 era stato anche chiamato come consulente dal Giappone, che da quel momento iniziò a risalire la difficile china dei successi.
E Gianni Postiglione conclude così la chiacchierata: “Come sempre il passato diventa sempre bello, se successivamente le cose sono
migliorate. Come puoi notare dopo tanti anni ho trovato una nazionale (Grecia) come il CUS Milano, ma grazie a Dio ho sempre trovato
atleti che mi hanno ascoltato e questo conta più dei budget”.
Ferruccio Calegari
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