OTTO DOMANDE......Più una a
Gabriella Bascelli

1) Nome – Cognome – Luogo ed anno di nascita –Luogo di allenamento – Società di appartenenza
Bascelli, Gabriella, Johannesburg, 19/08/1982, Roma, CC Lazio

2) Quando e perché hai iniziato a fare canottaggio.
1997 in Sud Africa. Ho cominciato per caso a scuola. Hanno introdotto questo nuovo sport ed ero molto sportiva e avevo giocato tutto (tennis, baseball, ballo, squash, hockey, basket, atletica, sci d’aqua) ma mai canottaggio quindi mi incuriosiva. Ho provato e all’inizio ero veramente patetica e quindi ho insistito fino a che un giorno mi sono trovata in Italia e nella nazionale a costruire e lavorando verso i miei sogni.

3) Le cose belle e le cose meno belle di praticare questa disciplina sportiva.
La cosa più bella per me è che è uno sport che sta al contatto con la natura. È la cosa che mi piace di più è la relazione tra l’eleganza della palata e la potenza.
Meno bella per me è il fatto che essenzialmente è uno sport pulito ma ultimamente, specialmente nel ambiente internazionale col doping ecc., comincia a perdere quella purezza.

4) La persona che ti ha colpito positivamente di più nel mondo del canottaggio.
Nomi italiani, Agostino Abbagnale e Michelangelo Crispi, perché sono due atleti che hanno una forza di volontà e determinazione fuori dal comune. Sono due persone che io ammiro per come si comportano sia come atleta che persona normale. Nonostante tutte le medaglie che hanno vinto dimostrano umiltà e sono disponibili ad aiutare altri atleti a crescere.
Nome straniero, Sir Steven Redgrave. Di nuovo per tutti i suoi successi e l’umiltà che dimostra.

5) Il tuo sogno nel cassetto sia per la tua vita che per la tua carriera sportiva.
Vorrei laurearmi entro il 2008 in Scienze Politiche e cominciare a lavorare in ambienti dove posso contribuire ed aiutare a fare una differenza positiva, anche se non sarà facile. Quando sarà il momento giusto vorrei sposarmi e costruire una famiglia e per quanto riguarda lo sport, sappiamo tutti qual’è il risultato massimo per un atleta, io punto su quello e darò il mio massimo per riuscirci, e poi quello che arriva arriva, l’importante è che quando attraverserò la linea di traguardo avrò la coscienza pulita che più del mio massimo, sia in allenamento prima del tempo e durante la gara, non avrei potuto dare.

6) Trovi lungo la riva del lago di Piediluco una vecchia pala di un remo. La strofini e compare il “Genio di Piediluco” e ti concede tre desideri per migliorare questo movimento remiero italiano.
Che cosa vorresti fare?
Onestamente non credo che sono in grado ancora di poter esprimere i miei consigli a chi è responsabile per il movimento remiero. Credo che ho ancora tanto da studiare, imparare e capire prima. L’unica cosa di cui sono sicura è che più una squadra è unita, più va avanti. Una stecca da sola si spezza facilmente ma 100insieme sono molto più resistenti!

7) Vorresti che tuo figlio/a remasse?
Io voglio che i miei figli facciano sport perché a parte il fatto che fa bene per la salute insegna molto, da come organizzare le giornate per creare spazio sia per lo studio che per gli amici e lo sport ad insegnarli come giocare in un gruppo ed imparare come si comporta sia quando si vince che quando si perde. Poi lo sport che sceglieranno sarà una loro decisione, non devono nemmeno essere atleti di alto livello mi basta che riusciranno ad accogliere tutti gli aspetti positivi ed utilizzarli nella loro vita.

8) Il posto più bello in Italia dove hai remato ed in che paese del mondo ti piacerebbe andare a remare?
Varese. Vedere le alpi coperti di neve mentre il sole tramontava con un lago che era uno specchio che rifletteva i colori del tramonto e la natura e il verde che mi circondava era il massimo.
Il posto dove mi piacerebbe, bella domanda, no saprei. Vorrei girare tutto il mondo. Poi a me basta un lago enorme (preferibilmente piatto) circondata dalla natura e sarò felice. Più dispersa è meglio ancora.

8+ Hai la possibilità di fare una domanda ad un personaggio del mondo del canottaggio. A chi la faresti e che cosa gli vorresti chiedere? Noi faremo in modo di portare il tuo quesito!
Senza un’ombra di dubbio Silken Laumann. Era una singolista Canadese che ha vinto i mondiali assoluti nel 1991. Mentre faceva allenamento 10settimane prima delle olimpiadi di Barcelona è stato coinvolto in un’incidente che secondo i dottori avrebbe compromesso la sua carriera in canottaggio per quanto era severo. Ha avuto una collisione con un’altra barca e la prua dell’altra barca ha tagliato la su a barca e entrato nella sua gamba rompendo sia i muscoli che le ossa del quadricipite. Entro 10giorni ha subito 5 operazioni ed entro 27 giorni era già di nuovo in barca. Alle Olimpiadi di Barcellona non ha soltanto partecipato, ha vinto la medaglia di bronzo.
È una persona con ispirazione, coraggio e forza di volontà. Anche se personalmente non la conosco, da quanto ho letto è una persona con ‘‘un cuore d’oro’’. Ora si occupa di fondare dei soldi per beneficenza e gira il mondo con lo scopo d’inspirare e aiutare chiunque ha bisogno, fa parte del Comitato Olimpico di Canada ed è uno dei direttori della Nike che aiuta promuovere lo sport.

            

 

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