OTTO DOMANDE......Più una a
Laura Schiavone

1) Nome –Cognome – Luogo ed anno di nascita –Luogo di allenamento – Società di appartenenza -
Laura Schiavone - Napoli 13.10.1986 – Cus Pavia – Olimpica Salerno

2) Quando e perché hai iniziato a fare canottaggio.
Avevo dieci anni e non sono stata io a decidere di iniziare a fare canottaggio ma i miei genitori. Potrà sembrare strano ora ma da piccola ero piuttosto gracile e i miei volevano che facessi uno sport che mi rinforzasse il fisico. Poi mi sono appassionata e sono ancora qui……

3) Le cose belle e le cose meno belle di praticare questa disciplina sportiva.
Secondo me è uno sport che forma il carattere: per sostenere la mole di lavoro e i ritmi degli allenamenti soprattutto quando le cose vanno male ci vogliono grande grinta e determinazione.
E’ uno sport semplice e le persone che lo praticano penso lo facciano realmente per amore della competizione. D’altra parte però il canottaggio ha poca visibilità, non dico che la gente dovrebbe riconoscere per strada gli atleti, ma almeno sapere quali differenze ci sono tra canottaggio e canoa…

4) La persona che ti ha colpito positivamente di più nel mondo del canottaggio.
Da piccola avevo un idolo: Stefano Basalini. Io ammiro tantissimo i singolisti perché per me il 1x è la barca più difficile che si possa preparare (essendo io una vogatrice di coppia) e il Basa secondo me è un grande atleta e un buon amico. Un’altra persona che mi ha colpito moltissimo è Frida la singolista svedese che riesce sempre a distinguersi nonostante fisicamente sia molto più piccola della sue avversarie. Io pensavo “se ci riesce lei posso farcela anche io!”

5) Il tuo sogno nel cassetto sia per la tua vita che per la tua carriera sportiva.
Spero di riuscire a laurearmi presto e che i miei risultati sportivi migliorino ancora.
Teniamo le dita incrociate per l’anno prossimo.

6) Trovi lungo la riva del lago di Piediluco una vecchia pala di un remo. La strofini e compare il “Genio di Piediluco” e ti concede tre desideri per migliorare questo movimento remiero italiano.
Che cosa vorresti fare?
Vorrei che molti più bambini praticassero questo sport, che sia data loro la possibilità di conoscerlo e di appassionarsi al canottaggio come è successo a me con delle persone che insegnino loro a vivere prima ancora che a gareggiare. Mi farebbe piacere che ci fosse una maggiore propaganda soprattutto nella scuole e che tutti potessero praticarlo gratuitamente. Inoltre spero che il nostro sistema remiero si avvicini sempre più a quello inglese ed americano con i college che permettono ai ragazzi di studiare e remare contemporaneamente.

7) Vorresti che tuo figlio/a remasse?
Non mi dispiacerebbe, ma naturalmente lascerei a lui la scelta.

8) Il posto più bello in Italia dove hai remato ed in che paese del mondo ti piacerebbe andare a remare?
Come campo amo moltissimo Gavirate perché è un campo leggero che mi ha sempre portato fortuna, bellissimo è anche Lago D’Orta dove ogni anno disputo il Memorial Don Angelo Villa. Desidero tantissimo andare in Nuova Zelanda quindi aspetto con ansia il 2010 perché mi hanno detto che si disputeranno lì i mondiali.

8+ Hai la possibilità di fare una domanda ad un personaggio del mondo del canottaggio. A chi la faresti e che cosa gli vorresti chiedere? Noi faremo in modo di portare il tuo quesito!
Caro Antonio Bassi quest’anno riesci a portare anche me all’Head of the River dal momento che studio a Pavia e trascorro in Lombardia gran parte dell’anno?

Cara Laura, ne possiamo parlare per la gara di Londra. Prima devi però sostenere un esame di cultura lombarda e parlare con un perfetto dialetto “lumbard”!
Sto scherzando naturalmente!!!
Antonio Bassi

 

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