IL CANOTTAGGIO
NELLA STORIA

IL CANOTTAGGIO NELLA STORIA

[sopra: la prima bandiera ufficiale del Rowing Club Italiano. Successivamente, dopo la concessione di Casa Savoia di fregiarsi del titolo "Reale", avvenuta a fine 1891, il Rowing Club Italiano al posto della "corona turrita" fu autorizzato ad inserire la corona reale sullo stemma.]

Da oggi “Canottaggiolombardia e Canottaggio Piemonte” iniziano una nuova rubrica, il cui spazio sarà dedicato – come dice il titolo – a “il canottaggio nella storia” e non quindi una storia del canottaggio. Il canottaggio è nato anche come fatto di costume e forse questo ne ha facilitato la diffusione, che in certi paesi ha assunto aspetti rilevanti ed in altri, come in Italia, si è collocato in macchie territoriali, dove l'azione ne è stata valorizzata da favorevoli condizioni ambientali.

Quest'anno il canottaggio italiano celebra i 120 anni di attività ufficiale, ma in effetti già da prima del 1888 l'attività remiera aveva assunto un interessante sviluppo. E nel corso degli anni mille cose sono accadute, sono stati realizzati risultati di grandissimo livello, ma purtroppo in questo periodo due dolorose guerre ne hanno forzatamente bloccato l'attività per due periodi. In entrambe le circostanze lo spirito dei canottieri, la generosa volontà dei tanti appassionati, ha fatto sì che quasi naturale reazione immediatamente dopo scaturissero altri importanti risultati.

Ma se i risultati sono frutto del valore degli atleti e dell' impegno dei tecnici, sono determinati anche dalla passione di quanti nelle società remiere contribuiscono a crearne le condizioni di attività. Ed in questo possono distinguersi tra i tanti soci, quelli che per propensione personale sono portati a non essere soltanto passivi spettatori, ma anche protagonisti di un lavoro, spesso nell'ombra, che è fondamento per questo progresso.

Come primo documento, di una serie che ci auguriamo lunga e che non seguirà un itinerario cronologico, ma si svilupperà momento per momento, ci fa piacere ricordare con questa foto

 

due personaggi che hanno segnato la storia del canottaggio, sia in Italia che in campo mondiale. La foto ritrae in un momento di relax dai tanti loro impegni Thomas Keller, lo scomparso presidente della F.I.S.A. che seppe dare, nella sua lunga presidenza, un notevole impulso al rinnovamento dell'organismo che ebbe i natali proprio in Italia, a Torino nel 1892, e Paolo d'Aloja.

Paolo d'Aloja il presidente di un rinnovamento di immagine e di mentalità della Federazione Italiana Canottaggio, che al momento della sua assunzione della presidenza, dopo le Olimpiadi di Monaco, veniva da un ciclo tecnico-agonistico molto critico. Non è nostra intenzione dilungarci nel ricordare i meriti dei due presidenti, che sono ben noti, ma intendiamo procedere a flash nello sviluppo dei ricordi. Operazione in cui ogni lettore potrà essere partecipe.

E per completare questa prima sortita, quasi a ricordare l'importanza del lavoro di immagine e della presenza degli sponsor, ci fa piacere riprendere dal “Programma” delle regate nazionali di Torino del giugno 1937, ossia 60 anni fa, la simpatica “quarta” di copertina del leggero fascicolo,la pubblicità della “nuova Balilla”, “che faceva più di 105 chilometri all'ora, con meno di 9 litri per 100 Km.”, quasi un termine di riferimento per i progressi che in questi anni ha sviluppato il canottaggio, che come le auto ha largamente superato il limite dei “favolosi 105 chilometri all'ora”.

Ferruccio Calegari