Ciao Filippo

Ha lottato da campione, fino all’ultima palata, con la grinta che l’ha portato a raggiungere il tetto del mondo assoluto con il suo amato quattro di coppia. Filippo Mondelli, classe 1994, questa volta non c’è l’ha fatta. A vincere è stata la malattia, affrontata con la determinazione e la lucidità di un vero combattente. Approdato al canottaggio quasi per caso nel 2007 alla Canottieri Lario, è poi cresciuto agonisticamente alla Canottieri Moltrasio sotto la guida di colui che negli anni è diventato un secondo papà Alberto Tabacco. Il sogno del leone di Cernobbio però era la maglia azzurra, rincorsa con allenamenti estenuanti e raggiunta ad ogni costo da juniores nel 2012. La sua prima esperienza mondiale fu combattuta in quattro con, insieme ad altri due atleti del Lago di Como: Matteo Tettamanti e Davide Gerosa. Con loro anche il toscano Jacopo Mancini e il timoniere Giovanni Morescalchi. Il Campionato del Mondo per Filippo divenne il suo ferragosto, appuntamento immancabile di ogni estate. Nel 2015 il primo titolo di Campione del Mondo, conquistato in quattro con Under23.

Il salto tra i big arrivò nel 2017, a dieci anni esatti dal suo esordio ai remi quando in coppia con Luca Rambaldi si laureò Campione d’Europa. Pochi mesi dopo il sogno di una vita, atleta professionista con i colori delle Fiamme Gialle. Qui ancora una volta si vide il campione, rimasto legato profondamente al territorio e alla sua Canottieri Moltrasio guidata dal Presidente Alessandro Donegana. Facile incontrarlo nella sua prima palestra, oppure tra le sue galline insieme alla sorella Elisa e a papà Guido intento a spaccare la legna. Il 2018 fu un’apoteosi con la vittoria del titolo mondiale in quattro di coppia, insieme a Luca Rambaldi, Giacomo Gentili e Andrea Panizza. Nel 2019 argento continentale, bronzo mondiale e il sogno di una vita: la qualificazione per i Giochi Olimpici. Un’atleta capace di mettere le ali, rendendo grande l’Italia con umiltà. Anche alla vigilia degli Europei di Varese, poco prima delle gare, aveva voluto portare un po’ di energia positiva nel gruppo a bordo di un catamarano dello staff tecnico nazionale.

Con un nodo alla gola, di quelli che ti bloccano anche le dita sulla tastiera, a nome di tutto il remo bianco verde che Filippo adorava a tal punto di seguire i cadetti con coach Davide Tabacco “Vola, come ci hai insegnato a fare tu”.

 

Il Presidente FIC Lombardia Leonardo Binda, il Consiglio e lo staff a nome di tutto il canottaggio regionale abbracciano l’intera famiglia unendosi silenziosamente al profondo lutto.